Leggende

di Paolo Fantozzi

Quando Viareggio era un piccolo villaggio di pescatori, le sirene danzavano fra le acque del Tirreno. 
Si avvicinavano alle barche che, nelle prime ore del mattino, rientravano lente dalla pesca. 
Queste ammalianti creature, secondo il racconto dei vecchi marinai, abitavano in profonde cavità che si aprivano nel fondale sabbioso al largo della costa. Altri sostengono, che le sirene abitassero in sontuosi palazzi di madreperla sul fondo del mare che i pescatori, nelle giornate di mare calmo e senza vento, riuscivano a vedere dalla superficie dell'acqua. Ma era pericoloso guardarli a lungo, perché la tentazione di raggiungerli era forte e il percorso per arrivarci si rivelava sempre impossibile e fatale.

C'é chi vede queste abitatrici del mare come esseri perfidi e vendicativi, dedite soprattutto ad attirare, incantare e far prigionieri del loro mondo, quei pescatori troppo curiosi nei loro riguardi. C'é, invece, chi sostiene che le sirene si siano, più volte, dimostrate di valido aiuto alle imbarcazioni che, durante una tempesta, stavano per sfasciarsi sugli scogli o su banchi sabbiosi. Talvolta hanno preannunciato l'arrivo di qualche tempesta o tratto in salvo qualche marinaio caduto in mare.

A Viareggio, si racconta che una notte, la porta della capanna di un pescatore fu aperta dalla mano bianchissima di una bella fanciulla che si introdusse nella misera abitazione, mentre il pescatore e sua moglie stavano dormendo. Ma l'uomo si svegliò si accorse della sua misteriosa ospite e la guardò a lungo, rapito dalla strana e affascinante bellezza di quella creatura notturna. La sera successiva l'attese di nuovo e la sirena puntuale si ripresentò; cercò subito di guardare il pescatore fisso negli occhi, così da poterlo incantare e trascinare via con sé nelle profondità azzurre del mare. Passarono i giorni e poi gli anni; tutti ormai si erano dimenticati del pescatore scomparso nella notte. Chi lo considerava annegato, chi fuggito con dei malfattori, chi lo voleva pirata su qualche nave corsara nascosta fra le cale della Gorgona. La moglie, intanto, si era risposata, convinta 

ormai che il suo sposo fosse per sempre scomparso. Poi, un giorno, il pescatore ottenne dalla sirena il permesso di tornare per qualche ora sulla terra ferma, ma a patto di non avvicinarsi e non entrare nella sua dimora di un tempo. Quando emerse dal mare, si recò subito al villaggio per cercare di vedere qualche vecchio conoscente, ma tutti, evitandolo, lo guardavano in modo strano, rimanendo incuriositi dal suo curioso aspetto e dal pungente odore che emanava la sua pelle. Il pescatore ritrovò la casa dove aveva abitato un tempo, ormai abbandonata e silenziosa. Entrò, noncurante dell'avvertimento della sirena, ma la terra in quel momento si aprì, facendo affiorare l'acqua e trasformando il disobbediente pescatore in un pesce dalle grandi proporzioni, sconosciuto a tutti i marinai del posto.

Un'altra leggenda, narra di un gruppo di sirene che al largo della costa di Viareggio trascorrevano il loro tempo a cantare e a specchiarsi fra le onde. Da lontano, osservavano le navi dei pescatori, la pineta scura che contrastava con la striscia di sabbia dorata e le Alpi Apuane che maestose ed eleganti si slanciavano azzurrine verso il cielo. Nel gruppo delle gioconde abitatrici del mare, c'era una sirena che rimaneva più delle altre fuori dall'acqua a guardare la costa. Un giorno, volle distaccarsi dal gruppo e nuotare fino a dove il mare incontra la terra. Il vivace movimento dei pescatori, le piccole barche colorate, il profumo inebriante dei pini e le montagne lontane accarezzate da soffici nubi, fecero dimenticare alla sirena il pericolo che la minacciava rimanendo così a lungo fuori dall'acqua. La sirena non ritornò più dalle sue compagne; la corrente la spinse sulla battigia e le onde la adagiarono sulla soffice e calda sabbia. Il giorno dopo, un pescatore la vide e, commosso dalla sua bellezza, volle chiuderla in un' urna di cristallo e darle una giusta sepoltura. Molti uomini e donne videro la sirena che si era innamorata della loro terra e la ricordarono a lungo. Nel luogo dove fu sepolta, parecchi anni dopo, fu costruita una statua che, ancora oggi, vuole ricordare la piccola sirena che si addormentò sulla spiaggia di Viareggio.

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